
Level Devil - NOT A Troll Game
4,8607.00 Recensioni
Dettagli dell'app
- Versione
- 1.4.2
- Aggiornato il
- Licenza
- Free
- Download
- 50.000.000+
- Sviluppatore
- WebVentures B.V.
- Categorie
- Azione
- Piattaforma
- Android, iOS
Screenshot








Analisi di AppCompare
Quando apro Level Devil - NOT A Troll Game, non penso a un platform da attraversare in automatico: il suo punto è farmi dubitare di ciò che vedo. Un passaggio che sembra sicuro può riservare una sorpresa, quindi anche un salto ordinario richiede attenzione. Lo scelgo quando ho qualche minuto e voglio affrontare una sfida concreta, non quando cerco una storia lunga o un’esperienza rilassante.
La formula mi spinge a osservare, sbagliare e riprovare. Non basta avanzare tenendo premuto un comando: conviene imparare a riconoscere i segnali del livello e cambiare approccio dopo ogni errore. La soddisfazione arriva quando capisco che cosa mi ha colto di sorpresa e riesco a superarlo al tentativo successivo. Se gli imprevisti ti fanno perdere la pazienza invece di divertirti, però, questa stessa idea può diventare il limite più evidente del gioco.
Obiettivi immediati e voglia di fare un altro tentativo
Per me, la motivazione iniziale nasce dal contrasto tra una meta facile da capire e un percorso che non conviene affrontare in automatico. In questa sezione guardo a come i piccoli obiettivi rendono naturale fare un altro tentativo, e a quando quella spinta lascia il posto alla fatica: poi il discorso passa ai segnali concreti che aiutano a capire se sto davvero migliorando.
Una meta semplice, una lettura tutt’altro che scontata
La spinta iniziale è facile da capire: attraversare il livello e raggiungere l’uscita. La difficoltà sta nel non dare per scontato che ciò che vedo davanti a me resti immutato. Un percorso apparentemente lineare può richiedere cautela, e trattare ogni salto come una formalità è spesso il modo più rapido per fallire. Questa distanza tra obiettivo chiaro e percorso imprevedibile dà al gioco una personalità precisa.
In pratica, mi aiuta affrontare ogni tratto come un piccolo problema, invece di pensare soltanto alla fine del livello. Prima di correre, osservo la disposizione del percorso; poi provo a capire quale parte posso attraversare con sicurezza e dove è meglio procedere con più attenzione. Non è una guida infallibile, perché il gioco si basa proprio sulla sorpresa, ma riduce gli errori dovuti alla fretta e rende i tentativi più ragionati.
Il titolo fa intuire un atteggiamento scherzoso verso le aspettative del giocatore, ma non lo prenderei come promessa che ogni sorpresa sia innocua o sempre benvenuta. Le trappole possono strappare una risata quando mi colgono in un momento leggero; dopo una serie di tentativi ravvicinati, la stessa trovata può sembrare una provocazione. Il divertimento dipende molto da come reagisco agli imprevisti, non soltanto dalla mia abilità nei platform.
Piccoli progressi che aiutano a orientarsi
In un gioco di questo tipo, il progresso non coincide solo con il numero di livelli superati. Un segnale utile è accorgermi di aver smesso di ripetere lo stesso errore: magari ora aspetto un istante prima di saltare, oppure non confondo più una sezione dall’aspetto innocuo con una zona da attraversare senza pensarci. Sono miglioramenti piccoli, ma danno un motivo concreto per continuare anche quando la schermata del livello sembra ancora ostica.
Da leggere prima di scegliere

Canva accelera la creatività senza decidere al posto tuo

Google Traduttore porta la lingua fuori dalla casella di testo

SHEIN sul telefono: come l’app trasforma la navigazione in acquisto

Google Drive sul telefono: meno attese, più lavoro in movimento

WhatsApp Messenger, la scelta della settimana per restare in contatto

Google Chrome, ritrovare pagine e riprendere la lettura senza attrito
Per rendere i tentativi più produttivi, mi conviene cambiare una sola cosa alla volta. Se modifico insieme ritmo, tempismo e direzione, dopo un fallimento non capisco quale scelta abbia fatto la differenza. Procedendo per tentativi controllati, invece, riesco a trasformare una sorpresa in un indizio pratico. È un modo semplice per evitare che la difficoltà sembri soltanto casuale e per mantenere il controllo della sessione.
Un altro accorgimento utile è trattare una sequenza già superata come una parte da eseguire con calma, non come un ostacolo ormai irrilevante. Quando mi sento al sicuro e accelero senza guardare, rischio di arrivare impreparato al prossimo punto insidioso. Il gioco premia una forma di attenzione continua: anche dopo aver capito una sezione, conviene non passare automaticamente alla modalità pilota automatico.
Come cambia il ritmo quando la difficoltà si fa sentire
La difficoltà non dipende solo dalla coordinazione. Conta anche la capacità di mettere in dubbio le proprie supposizioni e di non affidarsi a un percorso che sembra già familiare. Questo dà al platform un ritmo a scatti: avanzo con sicurezza, incontro una sorpresa, mi fermo a riconsiderare ciò che ho visto e riparto con un’idea diversa. Per chi ama capire il comportamento di un livello, questa alternanza è stimolante.
Per chi cerca un gioco da fare distrattamente, invece, la stessa struttura può pesare. Una chat, una pausa o il passaggio da un’attività all’altra possono spezzare la concentrazione proprio nel momento in cui sto valutando un salto. Lo vedo bene per una pausa breve in cui posso dedicargli attenzione, meno per riempire pochi secondi mentre penso ad altro. La semplicità dell’obiettivo non significa che ogni tratto si possa affrontare senza concentrazione.
Rispetto a un platform più tradizionale, dove la sfida tende a concentrarsi su precisione e padronanza dei movimenti, qui devo aggiungere una cautela diversa: non fidarmi troppo della prima lettura del percorso. Rispetto ai giochi costruiti soprattutto attorno a enigmi, però, non mi aspetto che la soluzione sia sempre una lunga deduzione. Il piacere sta nel reagire, imparare e riprovare, con un equilibrio che favorisce sessioni concentrate più che esplorazioni tranquille.
Per chi funziona meglio, e quando scegliere altro
Lo vedo adatto a chi apprezza le sfide brevi e ha voglia di trattare un errore come un indizio, non come una perdita di tempo. Può essere una scelta azzeccata anche per chi condivide lo schermo con un amico o un familiare e si diverte a discutere se convenga saltare, aspettare o cambiare ritmo. Non lo sceglierei invece per una partita in compagnia in cui tutti vogliono alternarsi rapidamente senza seguire la situazione: quando la concentrazione si disperde, la sorpresa può sembrare arbitraria anziché spiritosa.
Un caso pratico è la pausa pranzo: se ho dieci minuti liberi e un posto tranquillo, posso dedicare qualche tentativo a un passaggio e poi chiudere il gioco. Se sono in coda o aspetto una chiamata, preferirei qualcosa che tollera meglio le interruzioni. Qui può essere utile fermarsi dopo aver compreso un ostacolo, invece di insistere per superarlo a tutti i costi: così la sessione resta una pausa, non diventa un’altra incombenza.
La differenza rispetto ai platform d’azione più classici sta soprattutto nel tipo di attenzione richiesta. Se cerco salti precisi, ritmo continuo e una progressione leggibile, un’alternativa più convenzionale probabilmente mi soddisfa di più. Se invece mi interessa mettere alla prova le mie supposizioni, questo titolo ha una ragione d’essere distinta. Non è una questione di difficoltà assoluta: è una preferenza tra padronanza dei movimenti e reazione a un percorso che non va interpretato alla lettera.
Quando riprovare è una motivazione e quando diventa fatica
Le sfide a tentativi possono creare un ciclo molto efficace: perdo, capisco meglio l’ostacolo e voglio verificare subito la nuova intuizione. Il gioco funziona al meglio quando ogni errore mi lascia qualcosa da applicare, anche soltanto la consapevolezza che una certa abitudine è troppo frettolosa. In quel caso la ripetizione non è tempo buttato: è il modo in cui costruisco una strategia personale.
Il rovescio della medaglia è che non tutti vivono allo stesso modo una sorpresa che interrompe i progressi. Se mi accorgo di riprovare soltanto per ostinazione, senza divertirmi a capire il livello, preferisco fermarmi e riprendere più tardi. Una pausa breve può essere più utile che insistere stancamente, perché quando torno riesco a osservare il percorso con occhi meno irritati. Non serve trasformare ogni sessione in una prova di resistenza.
Per questo lo consiglierei a chi trova soddisfacenti gli errori che insegnano qualcosa e a chi apprezza una sfida che gioca con le aspettative. Lo consiglierei meno a chi vuole avanzare senza interruzioni, a chi preferisce difficoltà sempre prevedibili o a chi si innervosisce quando un ostacolo smentisce ciò che sembrava ovvio. La differenza non è una questione di bravura: riguarda il tipo di frustrazione che si è disposti a considerare divertente.
Un ritmo adatto alle pause, con qualche condizione
Una situazione quotidiana in cui lo immagino bene è una pausa tra due impegni: apro il gioco, provo a superare un tratto e poi lo metto da parte. La meta breve rende naturale entrare in partita senza dover ricordare una trama complessa. Tuttavia, se in quel momento ho la testa altrove, potrei preferire un passatempo più rilassato; qui un’interruzione può farmi perdere il filo di ciò che ho appena imparato su una sezione.
Per evitare sessioni frustranti, io mi darei un obiettivo piccolo: affrontare con calma un passaggio difficile, oppure fare pochi tentativi concentrandomi su una sola correzione. Se il gioco mi sorprende, cerco di distinguere tra un errore che mi ha rivelato qualcosa e uno che mi ha semplicemente irritato. Questo criterio mi aiuta a decidere se continuare subito o chiudere la sessione senza sentire di dover dimostrare qualcosa.
Chi domanda se è adatto a un pubblico giovane può orientarsi anche con la classificazione PEGI 3. La raccomandazione per età, però, non dice da sola se la difficoltà piacerà a ogni giocatore: un’esperienza accessibile come tema può comunque richiedere pazienza e attenzione. Per giocare insieme, lo vedo più adatto a commentare i tentativi e ragionare sui percorsi che a una competizione in cui conta soltanto chi arriva prima.
Il quadro generale prima di scaricarlo
Il nome completo è Level Devil - NOT A Troll Game, è gratuito e WebVentures B.V. ne è lo sviluppatore. Ha una valutazione media di 4,7 su 5, basata su circa 298 mila valutazioni, ed è stato installato oltre 50 milioni di volte: sono segnali di una diffusione ampia, non una garanzia che il suo umorismo e il suo ritmo vadano bene a tutti. La versione attuale è la 1.4.1; per usarla serve Android 7.0 o successivo.
È un gioco d’azione per Android che si capisce in fretta ma non sempre si attraversa con la stessa facilità. Sono previsti acquisti in-app, con un importo di 5,99 € quando la fatturazione avviene tramite Play: lo terrei presente prima di iniziare, senza supporre che ogni parte del gioco richieda una spesa. Per chi si chiede se si possa provare senza pagare, il gioco è gratuito; la presenza di acquisti resta comunque un elemento da valutare con attenzione, soprattutto se il dispositivo è usato da un minore.
La mia conclusione sulla progressione
In definitiva, gli obiettivi semplici danno al gioco una porta d’ingresso immediata, mentre la sorpresa rende l’avanzamento meno automatico. La progressione si sente soprattutto quando imparo a leggere meglio gli ostacoli e a correggere il mio approccio; la difficoltà, invece, può spezzare il ritmo se non apprezzo gli imprevisti o arrivo già stanco. Non lo sceglierei come platform distensivo, ma lo terrei presente per sessioni brevi in cui ho voglia di concentrarmi e accetto di sbagliare.
Lo consiglierei a chi si diverte a mettere alla prova le proprie supposizioni e a migliorare un tentativo alla volta. Se preferisci livelli leggibili al primo sguardo, progressi costanti o una sfida che non giochi con la tua sicurezza, un platform più convenzionale potrebbe essere una scelta migliore. Per me dà il meglio quando la voglia di scoprire il prossimo ostacolo supera l’irritazione per quello appena incontrato.
Pro
- Comandi semplici
- facili da apprendere anche nelle sessioni brevi.
- I livelli brevi permettono di giocare senza dover dedicare molto tempo.
- Le trappole imprevedibili rendono ogni tentativo diverso dal precedente.
- La difficoltà crescente offre una sfida duratura agli appassionati di platform.
- La grafica essenziale mantiene l’attenzione concentrata su ostacoli e tempismo.
Contro
- Le trappole improvvise possono sembrare ingiuste
- soprattutto ai nuovi giocatori.
- Morire spesso può risultare frustrante quando si ripetono più volte gli stessi livelli.
- La progressione si basa molto sui tentativi e può diventare ripetitiva.
- I riflessi e la precisione richiesti possono rendere il gioco poco accessibile.
- Chi preferisce livelli prevedibili potrebbe non apprezzare le sorprese continue.
Domande frequenti su Level Devil - NOT A Troll Game
Che cos’è Level Devil - NOT A Troll Game?
Level Devil - NOT A Troll Game è un platform a livelli in cui l’obiettivo sembra semplice: raggiungere l’uscita evitando ostacoli e nemici. La particolarità è che il percorso può riservare sorprese: piattaforme che si muovono, trappole che compaiono all’improvviso e altri pericoli capaci di cambiare il modo in cui affronti una schermata. Il titolo gioca proprio sulla differenza tra ciò che ti aspetti e ciò che succede.
Come si gioca e quali comandi bisogna imparare?
Il gameplay si basa su movimenti essenziali, come camminare e saltare, controllati tramite comandi sullo schermo. Questa semplicità permette di concentrarsi sul tempismo e sull’osservazione del livello, ma non significa che ogni sezione sia immediata: spesso occorre provare una strada, capire come reagiscono gli ostacoli e adattarsi dopo un errore. Prima di scaricarlo, considera che la precisione e la pazienza contano più della complessità dei controlli.
Level Devil è davvero difficile o frustrante?
La difficoltà nasce soprattutto dalle trappole impreviste e dal fatto che un percorso apparentemente sicuro può cambiare mentre lo attraversi. È normale dover ripetere alcune schermate per imparare dove si nascondono i pericoli e quando conviene saltare o fermarsi. Questo approccio può essere divertente per chi apprezza le sfide basate sui tentativi, ma potrebbe risultare frustrante se preferisci livelli prevedibili o progressi senza interruzioni.
Si può giocare offline e gratuitamente?
La disponibilità gratuita, la presenza di pubblicità e il funzionamento offline possono dipendere dalla versione e dalla piattaforma da cui installi il gioco. Prima del download, controlla la scheda ufficiale su Google Play o App Store per verificare eventuali acquisti in-app, requisiti di rete e condizioni aggiornate. Se vuoi giocare senza connessione, è prudente provare una schermata in modalità offline, perché alcune funzioni o annunci potrebbero richiedere Internet.
A chi è consigliato Level Devil e su quali dispositivi è disponibile?
È indicato soprattutto a chi ama i platform brevi, i livelli pieni di sorprese e le sfide che richiedono riflessi e perseveranza. Il tono è leggero, ma le trappole possono cogliere di sorpresa, quindi il gioco non è necessariamente rilassante per tutti. La disponibilità e i requisiti possono variare tra Android e iOS: verifica la compatibilità con il tuo dispositivo, lo spazio richiesto e l’età consigliata nella rispettiva pagina dello store.






















